Fiera di "San Giovanni"
Gastronomia di qualità, Prodotti tipici, Pisello nano, Fava di Zollino,
Sceblasti, Innovazione e Tradizione, Sviluppo e Sostenibilità, Globale &
Locale, Identità e Riconoscibilità, Convegni, Esposizioni, Concerti e
Spettacoli, Suoni e Sapori: sono queste le parole chiave che caratterizzano la
Fiera di San Giovanni, organizzata dall'amministrazione comunale nei giorni a
ridosso del 24 giugno per le strade e le case a corte del centro storico del
paese.
La Fiera nacque nel lontano 1910 su proposta del consigliere Chiriatti,
accolta con delibera del consiglio comunale presieduto dall’allora sindaco
Francesco Pellegrino: “il consiglio comunale intesa la proposta e considerato
che il Comune di Zollino essendo un paese agricolo, con una popolazione di 1400
abitanti, per la sua posizione topografica, al centro di vari comuni, con un
continuo traffico e movimento nella sua stazione ferroviaria, sarebbe di molto
agevolata nel consumo dei suoi prodotti tanto ricercati, con l’istituzione di
tale fiera. Considerato eziando che la fiera in discorso è di molto interesse a
questi abitanti, scarsi di risorse e procura lo scambio delle derrate
ricercate, dando vita a sviluppo alle diverse industrie”.
La Fiera si tenne anche negli anni successivi e fu interrotta soltanto in
coincidenza delle due guerre mondiali.
La manifestazione, poi, nel 1976 venne ripresa con contenuti nuovi. Accanto
alla fiera-mercato tradizionale, si aggiunsero infatti degli spazi espositivi
dedicati all’artigianato locale di qualità. Con questi contenuti è stata
organizzata fino all’estate del 2004.
Il contesto socio-economico in cui tale iniziativa si inseriva è notevolmente
mutato negli ultimi anni e ciò ha imposto all’Amministrazione comunale del
Comune di Zollino di ripensare lo spirito di tale manifestazione, individuando
nuovi obiettivi da perseguire.
In particolare, dopo una attenta analisi della realtà economica del nostro
paese, ha caratterizzato le ultime edizioni della “Fiera di San Giovanni”
puntando l’attenzione sull’agricoltura e sui prodotti alimentari di qualità e
sulle ricadute in termini di turismo rurale e sostenibile.
Ciò partendo dalla convinzione che il Comune è l’entità territoriale più
idonea ad esprimere il legame dell’uomo con il mondo rurale e con quello che
resta della civiltà contadina.
Nello specifico si è ormai avviata con successo una campagna promozionale
basata principalmente sulla tutela e sulla valorizzazione dei prodotti tipici
della nostra terra: il “pisello nano”, le “fave di Zollino” e la “sceblasti”
(originale pane saporito particolarmente gustoso e ricco di ingredienti).
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