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MAI PE IAUBBU

Sabato 14 novembre, ore 18.30, presso il Centro Anziani, incontro informale e conviviale per parlare di "Mai PE iaBBu. Vocaboli ed espressioni intraducibili del Salento." con Piero Manni (editore) e Marcello Aprile (docente universitario).

Dettagli della notizia

Mai per gabbo, dove gabbo sta per dileggio, derisione, riprovazione. Gabbo, dal francese antico gab, burla. “Te lu iabbu non ci mueri, ma nci cappi.”

Ogni lingua ha una diversa prospettiva per interpretare il mondo, e dunque delle parole uniche, che non esistono in nessun'altra, che non si possono tradurre direttamente.
Queste gemme fioriscono ancor di più nei dialetti, e Mai pe iabbu, se tradurre non si può, prova a raccontarne alcune del Salento.
Bbampare, iundulu, fazza Ddiu, malesciana, squariare...: di oltre 40 vocaboli ed espressioni si dà il significato, l'etimo, il modo in cui usarli, i proverbi, le citazioni.
E alcune interpretazioni personali di personaggi pubblici salentini: Alessandro Barbano, Davide Barletti, Cesko degli Après La Classe, Antonio Errico, Elisabetta Liguori, Cataldo Motta, Paolo Perrone, Antonio Prete, Livio Romano, gli Scemifreddi, Simona Toma, Edoardo Winspeare.
Se sono la semplificazione e l'omologazione a trionfare nel mondo globalizzato, allora vale il Lost in translation: bisogna perdere qualcosa per ritrovarsi.

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